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Usiamo la logica

Cosa ci fa sorridere nel fatto che ci sia bisogno di esperti per scoprire che un noto terrorista sia vivo o morto? Attenzione, non intendo dire che gli esperti di cui si parla nell’immagine poco sotto si siano sbilanciati su alcuna delle due possibilità, ma che siano unanimi nel sostenere che almeno una delle due opzioni sia vera.

binladen

Ciò che pare bizzarro è che la CNN ha bisogno di esperti per dire un’ovvietà, anzi peggio una frase vera per definizione (termine tecnico: tautologia).
Ma attenzione, ci sono ovvietà molto più nascoste e sottili, e per riconoscerle c’è davvero bisogno di esperti: i logici.

Ci si può fare un’idea delle svariate attività di questi esperti (che ovviamente non passano la loro vita alla sola ricerca di frasi tautologiche da inserire nelle proprie presentazioni) guardando il video dell’incontro sulle direzioni della logica in Italia, tenutosi settimana scorsa alla Scuola Normale di Pisa nell’ambito del XXV Incontro dell’Associazione Italiana di Logica e sue Applicazioni.

La logica ha una storia gloriosa, quasi tutta concentrata nel secolo scorso, ed è una materia in grado di portarti dalle più elevate disquisizioni sulla natura degli oggetti matematici al settore lavatrici di un grande centro commerciale…

fuzzylavatrice

Il suo classico oggetto di studio è il pensiero matematico. Ma forse il messaggio più importante e innovativo espresso nell’incontro sulle direzioni della logica in Italia è un appello a “usare la logica” per modellare ed analizzare aspetti del ragionamento nelle più svariate discipline ed applicazioni. Questo non fa che aggiungere potenziali ambiti di sviluppo per una materia che già spazia dalla matematica, all’informatica, alla filosofia.

Tralasciamo il fatto che la nascita dei computer – senza di cui questo blog avrebbe ben poco di cui parlare – è legata strettamente allo sviluppo della logica nel primo novecento, e concentriamoci su un'(inter)azione che compiamo ogni giorno, e sempre più spesso sulle bacheche pubbliche dei social media o sui commenti -qui purtroppo ancora disattivati- in fondo agli articoli del web: dibattere.

Si può visualizzare un dibattito? Una volta considerate le ragioni pro e contro una certa tesi si può decidere in maniera univoca chi ha ragione? Quali argomenti resistono e quali invece vanno scartati?
Chi ha a che fare con l’estrazione di opinioni da contenuti web potrebbe certamente trarre vantaggio da simili algoritmi, ma a quanto pare anche l’idea interessa anche i giuristi, almeno secondo Giovanni Sartor che ha presentato a Pisa le connessioni tra logica e giurisprudenza.

Questo è il posto dove cercare qualche “immagine” di dibattiti, vederne la forma, esplorarne i dettagli, e, soprattutto, partecipare: si può cominciare un dibattito o partecipare a discussioni esistenti votando la “forza” dei singoli argomenti. Da non perdere il dibattito sulla pace in medio oriente e addirittura sullo stato del pianeta