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Vita e miracoli di Siri – Liveblogging da AAAI-14

Da buon ex-impiegato Apple, Adam Cheyer, non ci può né spiegare il presente (come funziona Siri) né tantomeno anticipare il futuro (cosa hanno in serbo a Cupertino). Ma la storia che ci sta raccontando è già sufficientemente affascinante: la nascita del primo sistema conversazionale di massa a largo dominio, Siri, narrata dal suo principale creatore.

Per inciso, siamo a AAAI, una delle due conferenze mondiali in intelligenza artificiale, tenuta quest’anno a Quebéc, Canada. Adam è uno dei relatori invitati a presentare le storie di successo dell’intelligenza artificiale (AI). Nonostante quello che pensano in tanti a una conferenza di AI non volano robots e il caffé non è servito da automi semoventi tipo Asimo. Ci sono giusto un paio di tavoli con braccia meccaniche, qualche sfida a scacchi o a Angry Birds. Un sacco di libri e tonnellate di slides e posters.

Ma Siri parte da qui! Da un progetto di ricerca di dimensioni spropositate (politicanti…prendete nota) che nel lontano 2003 DARPA (l’agenzia americana di ricerca per la difesa, in breve, i militari) finanzia per creare un “assistente cognitivo che apprenda e organizzi”, nome in codice CALO. Il progetto finanzia ricercatori in ogni angolo degli Stati Uniti, tra cui Adam, che nel lontano 1993 aveva già ideato i primi prototipi di sistemi interattivi per organizzare posta, appuntamenti e contatti, con tanto di riconoscimento vocale attraverso una centrale telefonica esterna!

Adam ci elenca le tappe successive. Giugno 2007, Apple lancia l’Iphone. Il progetto DARPA ha generato un fertilissimo substrato teorico, ed insieme a due colleghi si lanciano nella concezione di un software per smartphones che possa dare ai concorrenti di Apple quel “qualcosa in più”. Implementano Siri, ed a Ottobre vanno in cerca di fondi tra i venture capitalists californiani. Hanno un pitch favoloso, da manuale per startuppari: mettono 100 dollari sul tavolo di questi guru del capitale, e chiedono “allora, avete anche voi uno di questi nuovi Iphone che vanno su Internet?”. Tutti che sfoderano l’Apple-aggeggio fiammante. “Vi farò 3 domande, chi mi risponde entro cinque minuti si tiene i 100 dollari…”. Gente che mette via il telefono. Gente che tira fuori gli occhiali perché incastrata in qualche sito dai caratteri microscopici (niente siti mobile al tempo!). Ecco che Adam e colleghi tirano fuori Siri, gli fanno le stesse domande, e Siri risponde in qualche secondo!

A dicembre dello stesso anno aprono l’azienda, e in ottobre 2011, dopo quasi dodici mesi di lavoro, lanciano Siri sull’Apple store. Dopo due settimane squilla il telefono ed è Steve Jobs che li invita a cena (e li compra). Siri sarà lanciato come la principale innovazione dell’Iphone 4S il 4 ottobre 2011, il giorno precedente la morte del fondatore di Apple.

Ma è davvero così complicato rispondere a domande avendo accesso ad Internet? Altroché. Tralasciando il riconoscimento vocale, ecco tre esempi che ci fanno intuire quanti anni di lavoro possono stare dietro a questa simpatica vocina.

“Siri, book a 4 star restaurant in boston”: ci sono 3 nomi di città in questa frase (book, star, boston – ok, gli Stati Uniti sono un posto un po’ strano…) e 3 nomi di ristorante (star, restaurant, boston). Cosa hai chiesto esattamente, che vuoi un tavolo al ristorante Boston di Boston, o al ristorante 4 Star di Boston?

“Siri, find best lasagna in san francisco”. Siri controlla su Yelp quali ristoranti servono lasagna, ma trova pochissimi menu. Ecco che si fa aiutare da allmenu.com e trova una lista completa di ristoranti che servono lasagna a San Francisco, ma hai chiesto “the best”! I dati vanno dunque incrociati con Yelp, Tripadvisor, e magari qualche altro sito di reviews più affidabile per ottenere la risposta alla tua “semplice” domanda.

La frase migliore: “get me two for nine at eight”. Ebbene sì, c’è un film intitolato “Nine”. Due biglietti. Alle 8. Mica facile.

C’è una domanda a cui Siri non vi risponderà (non è la sola): “Siri, chi è il tuo creatore?”. A detta di Adam questo dimostra quanto Siri sia una buona impiegata di Apple: tiene la bocca chiusa.