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IA & Società: Piove sul bagnato?

Nella società distopica di Elisium, ultimo film di Neill Blomkamp, la minoranza di straricchi della terra ha costruito un mondo ideale in orbita intorno al pianeta. La manodopera necessaria al suo funzionamento è stata letteralmente lasciata a terra, guardata a vista da un esercito di robot poliziotti, robot capoufficio, robot impiegati… Siamo ancora lontani da questi eccessi, ma il contrasto tra la nuova sede di Apple e non lontana baraccopoli soprannominata “the jungle” fa della silicon valley un’ideale fonte di ispirazione per simili film. Cosa può essere andato storto, nel film come negli embrioni di estrema disuguaglianza che coviamo nei nostri stessi paesi? Di nuovo una delle possibili cause potrebbe essere il troppo rapido progresso tecnologico.

La tecnologia d’altra parte è classicamente venduta e percepita come strumento di democrazia e di eguaglianza: abbattendo i costi dovrebbe infatti permettere a chiunque di avere accesso a educazione, sanità ed altri servizi primari. I dati osservati da ormai diverse fonti sono però in controtendenza. Le disuguaglianze sociali non hanno fatto che aumentare, ed in particolare l’aumento dei profitti da capitale ha superato di parecchie misure l’aumento dei profitti legati al lavoro salariale. Le cause del fenomeno sono dibattute: chi attacca la liberalizzazione selvaggia degli ultimi decenni, chi l’assenza della politica, chi la tassazione, e chi, appunto, la tecnologia stessa.

Difficile dimostrare che il rapido progresso tecnologico degli ultimi anni abbia effettivamente giocato un ruolo in questo processo. L’aumento delle disuguaglianze sociali è un fenomeno complesso, ed il fattore culturale potrebbe aver giocato un ruolo più importante di quanto si voglia pensare. Ciò che invece dovrebbe essere chiaro è che la tecnologia digitale, soprattutto quella legata all’intelligenza artificiale, fornisce una leva sempre più potente a chi ha l’energia (il capitale?) per utilizzarla. Un esempio fra i tanti sono i “trading agents”, programmi spesso basati su tecniche di apprendimento automatico che ogni millesimo di secondo sono in grado di scommettere sui mercati finanziari, imparando le strategie degli avversari e predicendo l’andamento del mercato. Basterebbe inoltre osservare l’economia delle startup, soprattutto nel settore digitale, come ipotetico modello dell’economia del futuro. Il gioco è a “chi vince piglia tutto”, e partire avvantaggiati potrebbe essere l’unico modo per garantirsi un biglietto per l’Elisium del momento.

[Approfondimenti: MIT Tech Review, Economist]