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Spliddit: algoritmi sociali pronti all’uso

Insieme all’anno finisce anche il semestre, ed un gruppo di studenti mi presenta il loro progetto di fine corso per la valutazione. Non serve un’analisi troppo dettagliata per riconoscere una studentessa di buona volontà che nonostante le ore passate sui libri non ha proprio centrato il tema richiesto, poco a lato una ragazza che probabilmente si è presentata alle altre cinque minuti fa, e tra cinque minuti spera di andarsene con un voto, e sul retro la poveraccia che a giudicare dalle occhiaie deve aver passato la notte al computer pur di riuscire a consegnare il lavoro di gruppo in tempo.

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E io come faccio a dargli un voto? Se valutassi il progetto e poi dividessi per tre non starei certamente trattandole equamente. D’altra parte se chiedessi a ciascuna di valutare quanto ha lavorato mi dirà che ha fatto tutto lei. Invece che andare in cerca di un blog che descriva un algoritmo che faccia al caso mio, cercare di capirlo e poi metterlo in pratica, ecco che grazie a Spliddit, un progetto no-profit della Carnegie Mellon University, in qualche click ho risolto il problema!

Spliddit fornisce un’implementazione grafica di tre algoritmi sociali incentrati sul problema della divisione equa. Il primo permette di dividere l’affitto tra coinquilini in modo che nessuno si senta trattato peggio dell’altro (coinquilino nel sottoscala, troverai finalmente giustizia). Un secondo algoritmo permette di dividere oggetti e beni, come ad esempio un’eredità, o durante un divorzio i beni acquistati in comune. Il terzo algoritmo fa al caso mio: serve a dividere i meriti di un progetto di gruppo, per determinare ad esempio i bonus da dare agli impiegati di un’azienda, o l’ordine degli autori in un articolo scientifico…o i voti di ogni singolo studente su un progetto scolastico!

Si parte dal presupposto che qualsiasi studente cercherà di esagerare il proprio contributo al progetto. Quindi un buon algoritmo non terrà conto dell’autovalutazione fatta da uno studente sul suo proprio lavoro. D’altra parte, non si può nemmeno pensare di chiedergli esplicitamente di mettersi d’accordo su come dividersi il voto, potrebbe finire male. In ogni caso, se il gruppo è coeso e sono tutti d’accordo su una divisione equa dei meriti, il mio algoritmo dovrà concordare con l’opinione unanime del gruppo.

Ecco che Spliddit mi permette di mandare email private ad ogni studente, che a sua volta valuterà il contributo apportato al progetto dagli altri membri del gruppo. Una volta raccolti i dati, ricevo le percentuali di merito che mi permetteranno di dividere il voto tra i membri del gruppo. Tutto calcolato attraverso una semplice ma ben congegnata formula, che non tiene conto delle autovalutazioni e garantisce che in caso di unanimità l’opinione del gruppo venga rispettata. Sembra che sia giunta l’ora della rivincita per la studentessa con le occhiaie.

[Per approfondire: una presentazione più tecnica degli algoritmi implementati da Spliddit, con le referenze agli articoli originali]