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Non giocare contro il computer

Sorge spontaneo porsi una domanda, mentre Google annuncia di aver sviluppato un software che impara a giocare ai vecchi giochi Atari senza sapere le regole, e un team dell’università di Alberta in Canada annuncia di aver risolto il Poker (versione heads-up limit hold ’em). Ma non potremmo far fare qualcosa di utile a questi computer, tipo calcolare strategie economiche per uscire dalla crisi o studiare i flussi migratori per evitare continue stragi?

chess

La riposta è la stessa che quella da dare alle poco fondate paure sulle malvagie intelligenze artificiali: non ancora. I giochi sono un perfetto campo di battaglia dove muovere i primi passi, intelligenti ma non ancora sicuri, in un campo ristretto e di facile controllo. Non è facile comparare un’intelligenza umana e una artificiale in campi più complessi, domande come: “ma il robot aspirapolvere pulisce meglio di me?”.

Partiamo quindi da un singolo gioco, come dama, scacchi, o go. Implementiamo le regole del gioco in un software e cerchiamo di dotarlo delle migliori strategie umane e artificiali per fargli vincere una partita. Già nel 1913 il matematico tedesco Zermelo avevo dimostrato che in giochi di questo tipo esiste sempre una strategie per forzare il pareggio o vincere. Quindi in linea di principio basterebbe un’enorme potenza computazionale per avere la garanzia di non perdere.

Non esageriamo. La dama ha 500 miliardi di miliardi di configurazioni. Lo scrivo: 500 000 000 000 000 000 000. Pare comunque necessaria dell’intelligenza per poterlo risolvere, principalmente nella forma di euristiche, ossia scorciatoie per scartare tutte le opzioni meno valide e arrivare in fondo al gioco in tempo utile. Bene, il gioco della dama è stato comunque risolto nel 2007 dopo 16 anni di studi. Questo significa che il software ha la garanzia di vincere o alla peggio pareggiare (provate a sfidarlo, ovviamente senza speranza di vincere). Stessa cosa per il poker. Un caso di netta superiorità delle macchine sull’uomo.

Il caso degli scacchi è differente. Non è stato risolto, ma ci sono ben pochi giocatori umani che osano sfidare un computer. E’ un caso di supposta superiorità o eguaglianza tra macchine e uomini, come può essere l’automazione in certi settori produttivi. Difficile dire se i robot siano meglio, ma visto la loro larga utilizzazione una superiorità delle macchine è molto probabile.

Caso a parte è il celebre gioco Go, in cui i giocatori umani detengono ancora il primato. O i già citati tentativi di far giocare un programma senza spiegargli le regole di un gioco, o programmare strategie ad hoc, come il caso di Google/DeepMind e i vecchi giochi Atari. I software in questo campo incominciano a vincere le prime partite, ma non sono certo ai livelli di un giocatore medio umano. Proprio come l’assistente di Android Google Now, che ogni tanto mi consiglia un’articolo davvero interessante ma troppo spesso mi indirizza verso voli aerei che ho prenotato per altre persone.