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Procedure eque ed efficienti per dividersi le faccende domestiche

Ho l’impressione di fare tutto io! Questa settimana ho buttato tre volte la spazzatura, ho chiamato il tecnico, ho pure preso un pomeriggio libero per stare a casa a vederlo asportare pezzi di mutande (tue) dal filtro della lavatrice…”

“Sai cosa ti dico? Ho esattamente la stessa impressione! Ieri ho pulito la maledetta lettiera del gatto, sabato ho riparato la doccia (certo non ero stato io a romperla), e ho passato due ore su internet a cercare un nuovo contratto del gas!”

Che si abiti in compagnia di una schiera di coinquilini o in coppia, il problema sembra ripetersi tale e quale in ogni nuova abitazione. Il grande mistero è che tutti hanno l’impressione di fare molto di più di quanto facciano gli altri, nonostante nessuno abbia ancora trovato il coraggio di riparare la doccia che perde. Esiste una soluzione? Ecco una lista di procedure dalle miracolose proprietà pacificatrici pronte ad essere utilizzate:

a) La lista del merito (o della vergogna): ogni abitante scrive le faccende effettuate su una lavagnetta e la pressione sociale farà lavare il bagno al coinquilino reticente. I più cinici possono resistere per mesi avendo scritto una sola volta “spesa carta igienica”.

b) Negoziato mensile delle faccende da effettuare (opzione con o senza scadenze). Adatta soltanto alle comunità più pacifiche, genera ogni forma di conflitti e produce abitudini difficili da rinegoziare.

c) Punteggi condivisi: assegnare un punteggio da 1 a 10 ad ogni faccenda regolare o straordinaria che si presenta. La valutazione deve essere condivisa da tutti gli abitanti dell’appartamento. Le faccende di casa vengono svolte in maniera volontaria e alla fine del mese o semestre i conti devono essere pareggiati (come per la spesa). Permette di investire un periodo di pulizie extra contro un periodo di riposo, e di obbligare la persona con meno punti a dover assistere allo spurgo dei pozzi neri.

d) Punteggi privati con negoziato finale – il top del top delle procedure di divisione. Ogni mese gli inquilini ricevono 100 punti-faccenda. Dopo attenta riflessione, e in forma privata, ciascuno assegna ad ogni compito da effettuare la propria valutazione in termini di fatica, predisposizione o inclinazione temporanea. La somma dei punteggi assegnati da ciascuno deve eguagliare l’allocazione iniziale di 100 punti-faccenda. Si procede dunque ad una prima divisione: ogni faccenda viene assegnata alla persona che soffrirà di meno a farla, ossia a chi ha dato il punteggio più basso. La procedura si conclude con uno scambio finale delle faccende meno faticose, fino a che tutti i partecipanti si trovino a dover spendere lo stesso numero di punti-faccenda – alla peggio condividendo qualche compito per arrotondare. Questa procedura necessita un’attenta riflessione personale per associare il corretto punteggio alle faccende meno desiderabili, ma permette una divisione equa ed efficiente: non tutti assegneranno lo stesso punteggio alle stesse faccende.

Coinquilino reticente, è giunta la tua ora!

[Approfondimenti: le prime due procedure sono largamente utilizzate in appartamenti condivisi e studentati, mentre l’ultima è un adattamento di una procedura nota come “adjusted winners”, messa in pratica negli Stati Uniti per risolvere dispute di separazione e di divorzio in maniera consensuale. Parecchie idee sulla mediazione in situazioni di divisione più o meno conflittuale in questo libro e in un vecchio post su Spliddit.]