Indica un intervallo di date:
  • Dal Al
©credits

Compromessi sociali

Quanti metri quadrati di parco vanno costruiti per ogni nuovo condominio costruito in città? A quante pale eoliche corrisponde un aumento del traffico automobilistico del 5%? Pare difficile paragonare il disagio visivo di un campo di mulini a vento con le conseguenze olfattive (e non solo) di una strada intasata di automobili. Molto spesso sono però questo tipo di situazioni che vengono affrontate dai decisori politici: decisioni in cui si rende si rende necessario stabilire dei compromessi tra diverse azioni dalle conseguenze difficilmente confrontabili.

Sembra esserci lavoro per un numero di commissioni parlamentari sufficienti ad impegnare un’intera legislatura, ma come sempre un’alternativa è possibile: valutare i “compromessi sociali” grazie al crowdsourcing. E’ sufficiente formulare chiaramente una domanda, ad esempio “quanti m2 di parco per ogni nuovo condominio?”, e porla a chiunque abbia voglia di dare una risposta, magari attraverso una app dedicata. I dati ottenuti possono poi venire aggregati (possibilmente utilizzando una mediana) ad ottenere delle tavole di compromessi sociali che possano essere utilizzate, ad esempio, nella definizione di nuovi incentivi o per far fronte ad un imprevisto taglio del budget. Non si tratta di calpestare il parere degli esperti, che possono comunque influenzare ed informare l’opinione collettiva, ma di prendere una scelta sociale che permetta di identificare in maniera quantitativa il male minore o il bene maggiore alla comunità.

Le grandi assicurazioni internazionali utilizzano già simili tavole per convertire danni psicologici o addirittura vite umane in denaro. Perché la società non dovrebbe essere in grado di proporre simili valutazioni? Esiste inoltre un fondamento teorico per l’utilizzo di tecniche di crowdsourcing nelle decisioni sociali di vasta scala. Il caso più semplice è il teorema della giuria, dimostrato da Condorcet nel XVIII secolo. Sotto l’assunzione che ogni giurato prende una decisione binaria (sì/no) correttamente con probabilità strettamente superiore al 50%, il risultato aggregato a maggioranza tende ad essere accurato nel 100% dei casi al crescere della dimensione della giuria.

Sembra un’idea uscita dal blog di Beppe Grillo, ma i compromessi sociali costituiscono un tipo di decisioni dove la democrazia diretta può effettivamente essere di utilità ad una politica che voglia ascoltare i propri cittadini, o meglio, la loro voce aggregata.

[Approfondimenti: una spiegazione in inglese del teorema della giuria di Condorcet, e l’articolo “Crowdsourcing Societal Tradeoffs” presentato alla 14ma Conferenza Internazionale su Agenti Autonomi e Sistemi Multiagente]