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Una scuola estiva aperta a tutti

Dopo un anno passato a rispondere a tonnellate di email, ad abbonarsi all’ennesimo social network ultra-specializzato per la tua professione, e a cercare di scoprire nuove app per mostrarsi un po’ più moderno degli amici, viene il momento di staccare la spina e uscire dal nostro corpo digitale. Non certo per tornare indietro, ma per rivivere le stesse esperienze di un mondo connesso senza uno schermo che faccia da tramite. Niente feste in stile “big bang theory”, niente gente travestita da mouse o peggio da chiavetta USB, ma una settimana di interventi e workshops di condivisione, immersi della natura, senza wifi e con un programma sempre più interessante per la seconda edizione della Open Summer School.

Se numero di pagine de “Il capitale nel XXI secolo” di Piketty non ti ha permesso di andare oltre la copertina, ci sarà chi te lo racconta. Hai perso l’ultima performance di Marina Abramovic al MOMA? L’artista purtroppo non sarà presente, ma proveremo l’emozione di ricreare la sua performance. Sogni di andare in Africa? Ben due resoconti di viaggio per deserti, laghi e savane. E ovviamente parecchi corsi di cucina, anche vegani. E un tema interessante ad aprire la settimana: “Cosa significa essere europei?” per animare le riflessioni di un gruppo di europei (e non) che si incontrano a vivere lo spirito della generazione Erasmus.

Dopo la prima edizione italiana a Primalpe, la seconda si svolgerà dal 2 al 7 luglio nelle esotiche foreste dell’Estonia. L’invito non è a partecipare, ma ad organizzare la propria scuola estiva aperta! Gli ingredienti sono di facile reperibilità e utilizzo: un gruppo di amici con qualcosa da raccontare, una grande casa in affitto per una settimana, possibilmente immersa nel verde (le opzioni non mancano in Italia), e un piccolo comitato organizzatore che si preoccupi di raccogliere le proposte, creare un programma e organizzare cibo e trasporti in comune. E mandateci le foto!

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