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Arte intelligente e artificiale – liveblogging da IJCAI-2015

Florida è un posto affollato, un susseguirsi di negozi, venditori di strada, e agenti di “cambio” distribuiti in ogni vicolo poco frequentato. Un recente centro commerciale accoglie le centinaia di clienti che indugiano in una domenica pomeriggio di agosto, pieno inverno, a Buenos Aires. Ed è da un’entrata laterale che si accede al centro culturale Borges, spazio espositivo intelligentemente incastonato in un tempio dello shopping. Il centro ospita la prima esposizione ARTE@IJCAI, spin-off della conferenza mondiale in intelligenza artificiale ospitata quest’anno e per la prima volta in Sudamerica.

E’ un piacere scoprire che una conferenza scientifica possa avere risvolti su lati della società non necessariamente legati alle tradizionali applicazioni tecnologiche. La mostra, curata dal mitico Luc Steels, presenta alcune opere classiche che hanno portato l’intelligenza artificiale nel mondo dell’arte, come tre dei numerosi “Robots named Paul” di Patrick Tresset, impegnati a disegnare ritratti automatici, o un’opera del celebre Olafur Eliasson in cui l’artista utilizza tecniche di riconoscimento automatico delle immagini per catturare foto di occhi ed “insegnare” ad un computer a classificarne i colori.

Opere più recenti vanno più in profondo nel tentativo di svelare i processi cognitivi della creazione artistica. Ad esempio AI_am, in cui lo spettatore ha la possibilità di interagire in una danza improvvisata con un avatar, alla ricerca di un dialogo uomo-macchina che sia potenziale creazione artistica.