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Siamo ancora in tempo — Liveblogging from IJCAI-2015

I discorsi dell’inverno danno frutti in estate (o sempre in inverno, se ti trovi a Buenos Aires). La conferenza mondiale in intelligenza artificiale IJCAI ha quest’anno più di 2000 partecipanti e ospiterà, oltre alle centinaia di presentazioni scientifiche, un buon numbero di dibattiti sulle conseguenze etiche dell’IA, una mostra su IA ed arte al centro culturale Borges, e conferenze stampa ogni mattina. E si incomincia bene. Questa mattina all’apertura è stata presentata una lettera per dare una risposta unanime da parte della comunità scientifica riguardo all’applicazione che più spaventa l’uomo della strada e raggiunge i titoli dei giornali: i robot-killers o armi autonome.

Le armi autonome sono sistemi in grado di selezionare un bersaglio e premere il grilletto (o meccanismo equivalente) senza alcun intervento umano. Da tempo un gruppo di scienziati ed esponenti della società civile si confronta con il problema di definire in termini legali cos’è un’arma autonoma, e come evitare che una corsa agli armamenti autonomi potenzialmente letale si metta in atto. Questa volta potremmo essere in tempo per fermarla, sperando che un forte messaggio dalla comunità scientifica possa portare la società civile ad un bando coordinato ed internazionale (la conferenza delle nazioni unite ad Aprile sul tema non è stata un successo).

La lettera (qui in italiano) è stata preparata e pubblicizzata dal Future of Life Institute, e firmata dai più di 1000 ricercatori in intelligenza artificiale e da grandi nomi dell’industria e della cultura. Anche dai principali critici dell’IA, per esempio Elon Musk, che ha recentemente donato 10 milioni di dollari per finanziare progetti di ricerca legati allo sviluppo di un’ intelligenza artificiale “sana”. A dimostrare che non ci sono solo i militari a guardare avanti.