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Come vincere le elezioni senza dover convincere gli elettori

Le elezioni di domenica scorsa in Francia sono state le prime ad avvenire a regioni unificate. Una misura controversa, finalizzata a limitare le spese ed il numero di parlamentari regionali, ha infatti accorpato le regioni in gruppi di due o tre, generando mostri dal nome impronunciabile come Alsace-Champagne-Ardenne-Lorraine. Sulle infografiche post-elettorali la nuova regione in cui abito è blu scuro, come tante altre del resto in queste pericolose elezioni, anche se solitamente quest’area del paese è piuttosto rossa. Se aumento la definizione della carta mi accorgo che dall’unione di una regione a debole maggioranza rossa e di una a forte maggioranza blu ne è nata una blu. Aspettando il secondo turno, che molto probabilmente farà ritornare la regione al suo colore tradizionale, mi è tornata in mente una procedure antica quanto il sistema elettorale che cerca di manipolare.

All’inizio dell’800 il politico americano Elbridge Gerry divenne un’esperto nel ridisegnamento dei confini delle circoscrizioni elettorali, in modo da far vincere il massimo numero di seggi al proprio partito (che per la cronaca era il partito democratico). Lo fece in maniera talmente creativa che venne coniato il termine gerrymander a designare questa pratica: le circoscrizioni da lui disegnate erano infatti così tortuose da ricordare ai giornalisti la sagoma di una salamandra (gerry+salamander=gerrymander).

Come si fa? Prendiamo due partiti, il partito della talpa e quello della trota (i soliti noti). Supponiamo ci siano 7 elettori in favore della talpa, e soltanto 6 in favore della trota, e distribuiamo gli elettori dei due partiti su una carta. Se votassimo in un’unica circoscrizione vincerebbe la talpa. Ma se ridisegnassimo le circoscrizioni in modo che la talpa abbia una maggioranza schacciante in una minoranza delle circoscrizioni, ecco che la trota diventa il primo partito con 2 circoscrizioni contro una.

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Si possono facilmente trovare esempi più drastici, per esempio garantendo che le circoscrizioni abbiano lo stesso numero di elettori, o ribaltando maggioranze più schiaccianti di quella nell’esempio qui sopra. Il gerrymandering non è certo la causa della sorpresa generata dalle elezioni qui in Francia, la libertà di accorpamento delle regioni era troppo vincolata. Ma pare che sia pratica comune, visto che ogni parlamento può ridisegnare le proprie circoscrizioni, senza alcun controllo, per prepararsi adeguatamente ad eleggere chi gli dovrà succedere.