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Dimmi cosa pubblichi su Facebook e ti dirò per chi voti

Osservate bene il vostro feed su facebook o twitter. Se avete amici che pubblicano foto sempre più belle e più curate, frasi studiate che descrivono i piccoli disagi della vita di ogni giorno, resoconti di viaggi, allora potete star certi che voteranno in favore di una società aperta (in Italia potrebbe essere qualcosa dal PD a sinistra). Se invece postano foto di politici modificate con frasi ad effetto, condividono articoli, insomma fanno attivismo politico, molto probabilmente voteranno per una società più chiusa (in Italia potrebbe essere M5S, la Lega, e quel che resta della destra).

Jen Schradie, una sociologa americana, ha intervistato un gran numero di associazioni attiviste negli Stati Uniti di ogni colorazione politica. Scoprendo che associare la “rivoluzione digitale” a movimenti progressisti, come poteva essere Occupy Wall Street o la primavera araba, non era altro che un bias di ricercatori che essendo progressisti studiavano in prevalenza movimenti sociali in questo ambiente. Mentre le associazioni attiviste democratiche principalmente utilizzano internet come strumento di comunicazione interna, quelle repubblicane ne sfruttano pienamente il potenziale di marketing. Prendiamo ad esempio le foto postate sui social media: tipicamente i democratici pubblicano foto di gruppo di sé stessi, i repubblicani foto di politici democratici con frasi denigranti.

Obama spese milioni di euro durante la sua campagna elettorale per orientare il dibattito sui media sociali e farsi pubblicità con tecniche di marketing digitale avanzate. Trump non ne ha avuto bisogno. I suoi elettori dominano già la rete. Addirittura, non è il suo comitato elettorale ma semplici attivisti ad aver sviluppato un esercito di “bots” e “cyborgs”, semplici software che sono in grado di twittare fino a 1000 post al giorno, del tipo “Baghdad è più sicura di Milano”. Magari aggiungendoci una bella foto di guerra a tema, e riuscendo ad essere parecchio creativi. Mentre i democratici pubblicano foto di viaggi, sport estremi, o commentano la sorpresa del nobel a Bob Dylan.

Chi ha vinto le elezioni poi?

[Approfondimenti: invece di usare la classica divisione destra/sinistra, vale la pena abituarsi ad una nuova dimensione politica di società aperta/chiusa (descritta ad esempio in questo articolo dell’Economist). Qui invece la storia di un pensionato qualsiasi che sviluppa cyborg neo-conservatori negli USA.]